Ciò che non trovate scritto nel contratto Speedy di SeleneBS

Penso di fare cosa gradita, sia a SeleneBS che ai clienti attuali e potenziali, evidenziando qui un fatto importante, non menzionato nel contratto Speedy (connessione a internet via rete elettrica attivo per la città di Brescia). Faccio qui riferimento in particolare al contratto Speedy 4U, da me sottoscritto.

Viene infatti utilizzato un software di Intrusion prevention (SNORT) per filtrare il traffico internet degli utenti Speedy.
Tale filtro analizza il contenuto del traffico in transito, troncando la sessione nel caso venga trovata una corrispondenza con pattern prestabiliti. In particolare il filtro agisce sulle sessioni di navigazione internet (porta di destinazione 80, protocollo TCP).

Questo può comportare per il cliente di Speedy alcuni "piccoli" disguidi, come ad esempio:

Supponiamo, per fare un esempio, che un cliente Speedy non riesca a visualizzare una specifica pagina web. Tale problema viene in genere addebitato al browser utilizzato, o al server che fornisce la pagina, invece potrebbe proprio essere causato da questo filtro. Non esitate dunque in caso di dubbio a contattare il servizio di assistenza di Speedy, magari citando questa pagina web a supporto della vostra richiesta.
Ci sono molti argomenti a supporto della tesi che un filtro del tipo implementato da SeleneBS non dovrebbe esistere, eccone alcuni: Anche nel caso in cui un utente sia effettivamente giunto alla conclusione che il problema che ha è dovuto alla presenza del filtro risulta difficile riuscire a cooperare con i responsabili della sicurezza per migliorare il servizio, infatti:
Ulteriori informazioni:

Note:


[1] Fatto realmente avvenuto a fine maggio 2008. Nel caso specifico tra i pattern riconosciuti dal sistema di Intrusion Prevention c'erano le sequenze "c.exe" e "x.exe" [sic]. In altre parole capitava che una sessione veniva bloccata se al suo interno compariva una di tali sequenze. Nel caso specifico, la pagina di risposta da parte di trenitalia a conferma del completamento della transazione con carta di credito, contenente tra l'altro anche il codice PNR necessario per il ritiro dei biglietti, caricava un file di nome utility.js contenente varie funzioni JavaScript e con al suo interno la sequenza "x.exe" (ecco un estratto dal file: var results = regex.exec( window.location.href );). La cosa è stata poi risolta su mia segnalazione, ma oramai la frittata era fatta.
[2] Fatto realmente avvenuto nel mese di novembre 2008. In particolare uno dei pacchetti rpm necessari per l'aggiornamento (kernel-devel-2.6.27.5-37.fc9.i686.rpm) conteneva al suo interno una sequenza di caratteri che evidentemente faceva scattare il meccanismo di "prevention". L'effetto di questo era che la procedura di aggiornamento del PC, ritenendo che il file che tentava di scaricare fosse corrotto, cercava di scaricarlo da un altro mirror, e poi da un altro ancora e così via fino ad esaurimento della lista dei circa 60 mirrors disponibili. Solo dopo parecchi giorni mi è venuto il sospetto che il problema non risiedesse in una inconsistenza nel contenuto dei mirrors di aggiornamento, ma che fosse causato dal filtro di Speedy. Il pacchetto in questione si è potuto scaricare solo dopo segnalazione al servizio di assistenza. Peraltro, una volta capito che il problema è di Speedy e qual è il file problematico, è molto più rapido e salutare procurarsi il file per altra via (favore ad un amico, connessione in dialup con modem seriale, ecc.) piuttosto che aprire una chiamata al servizio assistenza.