<TeXmacs|1.0.3.3>

<style|article>

<\body>
  <\make-title>
    <title|Tanti problemi, una soluzione>

    <author|M. Paolini>

    <\address>
      Un excursus elementare sulla cicloide

      (dmf.unicatt.it)
    </address>
  </make-title>

  Vogliamo presentare un percorso di problemi apparentemente piuttosto
  diversi tra di loro, ma che in realtà condividono la stessa soluzione: la
  <strong|cicloide<strong|>>. Il primo dei 5 problemi è ben noto nella
  letteratura matematica, ed ha di fatto dato origine ad una intera branca
  della matematica, il <strong|calcolo delle variazioni>. Qui però si vuole
  arrivare alla soluzione del problema iniziale (ricerca della cosiddetta
  <strong|brachistocrona>) facendo uso solo di strumenti elementari e un po'
  di calcolo differenziale, oltre che di un po' di nozioni di <strong|fisica>
  e sfruttando il principio di <strong|minima azione> di Maupertuis.

  Si può quindi cercare di dimostrare l'equivalenza dei vari problemi
  proposti (nell'ordine) per giungere quindi alla determinazione della
  brachistocrona.

  \;

  <section|I problemi>

  <subsection|Lo scivolo>

  \;

  Il problema è classico: si tratta di determinare la forma ottimale per uno
  scivolo che colleghi due punti A e B posti a quote differenti in modo che
  un oggetto lasciato scivolare nel punto A raggiunga B nel minor tempo
  possibile. Immaginiamo di avere condizioni ideali di assenza di attrito e
  di lavorare nel campo gra<kbd|>vitazionale terrestre nell'approssimazione
  piana (accelerazione di gravit<with|language|italian|<group|>>à costante e
  rivolta verso il basso).

  <postscript|scivolo.eps||||||>

  <subsection|Nebbia sul fiume>

  \;

  Il fiume Brachi è perfettamente rettilineo ed è circondato da una nebbia
  perenne che si infittisce man mano che ci si avvicina al fiume (che
  supponiamo di larghezza trascurabile). \ In particolare la visibilità è
  legata alla distanza <with|mode|math|d> dal fiume dalla
  relazione<with|mode|math|>

  <\equation*>
    visibility = <sqrt|2*d>
  </equation*>

  Da un punto A ad una certa distanza dal fiume si vuole raggiungere il punto
  B posto sul Brachi nel tempo minore possibile tenendo conto che la velocità
  massima è direttamente proporzionale alla visibilità. \ Naturalmente si
  suppone che il raggio di visibilità sia piccolo rispetto alla distanza dal
  fiume.

  <\with|par-mode|center>
    <postscript|nebbia.eps||||||>
  </with>

  <subsection|La grande muraglia>

  \;

  I paesi di Brac e di Bric sono separati da un grande muro. \ Solo che in
  realtà non è il muro che è grande, quanto gli oggetti che gli si avvicinano
  che si rimpiccioliscono man mano. \ Il muro magico ha infatti il potere di
  rimpicciolire gli oggetti di un fattore

  <\equation*>
    factor = <sqrt|k*d>
  </equation*>

  dove <with|mode|math|d> è la distanza dal muro. \ L'effetto per chi gli si
  avvicina è come se per lui le distanze si amplificassero di un fattore
  <with|mode|math|<frac|1|<sqrt|k*d>>>. \ Ci si chiede quale sia il percorso
  più corto (geodetica) per raggiungere da A il muro nel punto B; oppure
  quale sia il percorso più corto per andare da un punto del muro ad un altro
  punto del muro.

  <\with|par-mode|center>
    <postscript|muraglia.eps||||||>
  </with>

  <subsection|Uno strano pianeta>

  \;

  Il pianeta Brach è molto particolare. \ Infatti la sua superficie, che
  immaginiamo piatta, esercita un campo gravitazionale il cui potenziale è:

  <\equation*>
    \<varphi\>(h) = <frac|1|4h>
  </equation*>

  e quindi l'accelerazione di gravità è diretta verso il basso e la
  componente verticale vale <with|mode|math|-<frac|1|4h<rsup|2>>>.

  Vogliamo determinare la traiettoria di un sasso lanciato orizzontalmente
  con una certa velocità iniziale da una certa altezza.

  <\with|par-mode|center>
    <postscript|pianeta.eps||||||>
  </with>

  <subsection|La ruota della bici>

  \;

  Cerchiamo la curva descritta da un catarifrangente fissato sul cerchione
  della ruota di una bicicletta mentre questa si muove (lungo una pista
  orizzontale e rettilinea).

  Questa curva è nota fin dall'antichità con il nome di <strong|cicloide>.

  <postscript|cicloide.png|*5/8|*5/8||||>

  <section|Le soluzioni>

  \;

  La risoluzione diretta del primo problema (lo scivolo) richiede strumenti
  matematici non elementari (calcolo delle variazioni ed equazione di
  Eulero-Lagrange). \ Dimostreremo piuttosto che tutti i problemi proposti
  sono tra loro <em|isomorfi>, ovvero, nonostante l'apparente diversità, sono
  in realtà equivalenti tra di loro e quindi hanno la stessa soluzione. \ In
  altre parole la soluzione del primo problema è la stessa di quella
  dell'ultimo (rovesciata); la brachistocrona è quindi una cicloide
  rovesciata.

  <subsection|Equivalenza tra i problemi 1 e 2>

  \;

  Utilizziamo la legge di conservazione dell'energia. Senza perdita di
  generalità possiamo assumere che la massa dell'oggetto sia
  <with|mode|math|1> e scegliamo la quota iniziale come quota zero, quindi la
  quota finale avrà un valore negativo. Per semplificare al massimo,
  assumeremo anche che l'accelerazione di gravità sia unitaria. Di
  conseguenza l'energia totale dell'oggetto all'istante iniziale è nulla
  poiché la velocità iniziale è nulla. \ Per la conservazione dell'energia
  avremo quindi

  <\equation*>
    <frac|1|2>v<rsup|2> = -h
  </equation*>

  ovvero <with|mode|math|v=<sqrt|-2h>>. \ Questa è esattamente la velocità
  (massima) possibile indicata nel problema 2, dopo aver scambiato
  <with|mode|math|h> con <with|mode|math|-d>, e quindi i due problemi hanno
  la stessa soluzione (capovolta).

  <subsection|Equivalenza tra i problemi 2 e 3>

  \;

  Non c'è molto da controllare, infatti avvicinandoci al muro del problema 3
  la dimensione del nostro <em|metro> per misurare le distanze diventa più
  piccolo, il che significa che se ci muoviamo ad una velocità
  <em|soggettiva> costante avremo una velocità per un osservatore esterno
  esattamente uguale a quella massima indicata nel problema 2 (a parte un
  eventuale fattore moltiplicativo, che però non influisce nel risultato
  finale). \ Quindi la traiettoria ottimale, che corrisponde ad un percorso
  di tempo minimo nel caso di velocità <em|soggettiva> costante del problema
  3 è la stessa di quella cercata per il problema 2.

  Osserviamo per inciso che il fatto di diventare sempre più piccoli
  corrisponde al fatto che l'unità di misura usata da un osservatore esterno
  diventa per noi sempre più grande. Questo da origine al fattore
  <with|mode|math|<frac|1|<sqrt|k*d>>> come fattore moltiplicativo nel
  misurare le distanze (soggettive).

  <subsection|Equivalenza tra i problemi 3 e 4>

  \;

  Questo è il passaggio più delicato, e infatti dovremo fare uso del noto
  <strong|principio di minima azione> (che non dimostreremo). \ In una delle
  sue formulazioni questo principio asserisce che un corpo in movimento sotto
  la sola azione della forza gravitazionale (in un campo gravitazionale
  conservativo, ovvero dotato di un <strong|potenziale gravitazionale>) segue
  una traiettoria che minimizza una quantità chiamata <strong|azione>, che in
  un piccolo tratto del moto si calcola come prodotto
  <with|mode|math|v*\<Delta\>s> dove <with|mode|math|v> è la velocità scalare
  e <with|mode|math|\<Delta\>s> è il piccolo spostamento effettuato.

  Nel nostro caso la velocità scalare la possiamo calcolare utilizzando il
  principio di conservazione dell'energia totale del corpo (come in
  precedenza assumiamo che il corpo abbia massa <with|mode|math|m=1>):

  <\equation*>
    E = <frac|1|2>v<rsup|2> -\<varphi\>(h)= <frac|1|2>v<rsup|2> - <frac|1|4h>
  </equation*>

  Se (per semplicità) ci limitiamo alle traiettorie con energia totale nulla
  (<with|mode|math|E=0>), otteniamo:

  <\equation*>
    v = <frac|1|<sqrt|2h>>
  </equation*>

  quindi l'<em|azione> da minimizzare ha punto per punto la stessa
  espressione <with|mode|math|<frac|1|<sqrt|2h>>*\<Delta\>s> che ha la
  distanza tra due punti vicini <with|mode|math|<frac|1|<sqrt|2d>>*\<Delta\>s>
  nel problema 3. \ In altre parole minimizzare l'azione nel problema 4 è lo
  stesso che minimizzare la lunghezza del percorso nel problema 3, e la
  soluzione è quindi la stessa!

  Osserviamo comunque che anche se la traiettoria del sasso del problema 4 è
  la stessa della traiettoria dell'oggetto sullo scivolo del problema 1,
  l'equazione del moto è molto diversa... si può infatti ricavare che le
  velocità dei corpi nei due problemi sono inversamente proporzionali una
  all'altra; in particolare la velocità in cima allo scivolo è zero, mentre
  la velocità del sasso quando raggiunge il suolo del pianeta Brach diventa
  infinita (la forza di attrazione del pianeta è infinita all'altezza del
  suolo).

  <subsection|Equivalenza tra i problemi 4 e 5>

  \;

  Ora il problema 4 è stato ricondotto di fatto ad una ``semplice'' equazione
  differenziale del secondo ordine, che ci permetterebbe di calcolare
  l'equazione del moto del sasso. Osserviamo che l'accelerazione di gravità
  del pianeta è sempre diretta verso il basso, e dipende solo dalla quota che
  per convenienza indicheremo ora con <with|mode|math|y> anziché
  <with|mode|math|d>. Perciò la componente orizzontale della velocità del
  sasso <with|mode|math|<wide|x|\<dot\>>> (usiamo il puntino per indicare la
  derivazione rispetto al tempo, come usano i fisici) sarà costante, diciamo
  <with|mode|math|<wide|x|\<dot\>>=V<rsub|x>>. Per la componente verticale
  del moto abbiamo invece una equazione per la derivata seconda
  <with|mode|math|<wide|y|\<ddot\>>> che dovrà coincidere con l'accelerazione
  di gravità:

  <\equation*>
    <wide|y|\<ddot\>>= -<frac|1|4*y<rsup|2>>.
  </equation*>

  Siccome siamo interessati alla traiettoria piuttosto che alla legge oraria,
  in realtà vogliamo ottenere una equazione per la derivata seconda
  <with|mode|math|y<rprime|''>> della quota <with|mode|math|y> rispetto
  all'ascissa <with|mode|math|x> e non rispetto al tempo. Per fortuna però il
  legame lineare tra l'ascissa <with|mode|math|x> e il tempo (velocità
  orizzontale costante) permette di legare in modo molto semplice le quantità
  <with|mode|math|y<rprime|''>> e <with|mode|math|<wide|y|\<ddot\>>>. \ Il
  fattore <with|mode|math|V<rsub|x>> di proporzionalità tra le due ha solo un
  effetto di riscalatura orizzontale, quindi scegliamo per semplicità una
  velocità orizzontale <with|mode|math|V<rsub|x>=1>, da cui:

  <\equation*>
    y<rprime|''>=-<frac|1|4y<rsup|2>>.
  </equation*>

  Purtroppo questa equazione differenziale non è immediata da risolvere, però
  noi siamo ``solo'' interessati a dimostrare l'equivalenza tra i problemi 4
  e 5; è quindi sufficiente dimostrare che la traiettoria del catarifrangente
  sulla ruota della bicicletta ha una equazione <with|mode|math|y(x)> che
  verifica la stessa equazione differenziale!

  Nel problema 5 possiamo determinare la posizione del punto
  <with|mode|math|P> fissato sulla circonferenza in funzione della distanza
  percorsa dalla ruota, ovvero dell'angolo di rotazione (fissando a
  <with|mode|math|1> il raggio della ruota). Si ha:

  <\eqnarray*>
    <tformat|<cwith|1|-1|2|2|cell-halign|l>|<cwith|1|-1|1|1|cell-halign|r>|<table|<row|<cell|x(\<alpha\>)>|<cell|=\<alpha\>-sin
    \<alpha\>>|<cell|>>|<row|<cell|y*(\<alpha\>)>|<cell|=1-cos
    \<alpha\>>|<cell|>>>>
  </eqnarray*>

  \;

  Dalla prima equazione si può ricavare la derivata di <with|mode|math|x>
  rispetto ad <with|mode|math|\<alpha\>> e facendo il reciproco si ha la
  derivata di <with|mode|math|\<alpha\>> rispetto a <with|mode|math|x>:

  <\equation*>
    <frac|\<mathd\> \<alpha\>|\<mathd\>x>=<frac|1|1-cos
    \<alpha\>>=<frac|1|y(\<alpha\>)>
  </equation*>

  Usando la regola di derivazione di funzioni composte si ottiene infine
  <with|mode|math|y<rprime|''>=-<frac|1|y<rsup|2>>> il fattore moltiplicativo
  <with|mode|math|4> che differenzia questa formula da quella soddisfatta nel
  problema <with|mode|math|4> non costituisce un problema reale (basta
  cambiare il raggio della ruota).
</body>

<\initial>
  <\collection>
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<\references>
  <\collection>
    <associate|toc-10|<tuple|2.3|3>>
    <associate|toc-1|<tuple|1|1>>
    <associate|toc-11|<tuple|2.4|4>>
    <associate|toc-2|<tuple|1.1|1>>
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    <associate|toc-5|<tuple|1.4|2>>
    <associate|toc-6|<tuple|1.5|2>>
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    <associate|toc-8|<tuple|2.1|3>>
    <associate|toc-9|<tuple|2.2|3>>
  </collection>
</references>

<\auxiliary>
  <\collection>
    <\associate|toc>
      <vspace*|1fn><with|font-series|<quote|bold>|math-font-series|<quote|bold>|1<space|2spc>I
      problemi><value|toc-dots><pageref|toc-1><vspace|0.5fn>

      1.1<space|2spc>Lo scivolo<value|toc-dots><pageref|toc-2>

      1.2<space|2spc>Nebbia sul fiume<value|toc-dots><pageref|toc-3>

      1.3<space|2spc>La grande muraglia<value|toc-dots><pageref|toc-4>

      1.4<space|2spc>Uno strano pianeta<value|toc-dots><pageref|toc-5>

      1.5<space|2spc>La ruota della bici<value|toc-dots><pageref|toc-6>

      <vspace*|1fn><with|font-series|<quote|bold>|math-font-series|<quote|bold>|2<space|2spc>Le
      soluzioni><value|toc-dots><pageref|toc-7><vspace|0.5fn>

      2.1<space|2spc>Equivalenza tra i problemi 1 e
      2<value|toc-dots><pageref|toc-8>

      2.2<space|2spc>Equivalenza tra i problemi 2 e
      3<value|toc-dots><pageref|toc-9>

      2.3<space|2spc>Equivalenza tra i problemi 3 e
      4<value|toc-dots><pageref|toc-10>

      2.4<space|2spc>Equivalenza tra i problemi 4 e
      5<value|toc-dots><pageref|toc-11>
    </associate>
  </collection>
</auxiliary>